mcsilvan_@libero.it | 13 Sep 11:59 2014
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Fwd: camerati preoccupati per referedum scozzese


ci sono tre europe. Due immaginarie. La prima è quella dei grandi tavoli 
benevolmente istituzionali dove governance e concertazione sociale continentale 
tendono a coincidere. La seconda è quella della immaginata vocazione di 
movimenti che, abolita ogni dimensione spaziale, confliggono conquistando il 
superwelfare tecnologico europeo in 27-28 paesi in un colpo solo :) Delle due, 
in effetti, se ne parla. Poi c'è quella reale. Ecco un commento  accorato in 
feature principale di Die Welt, il quotidiano più intelligentemente pro-Merkel 
della Germania, che finisce esortando gli scozzesi a votare no al referendum 

http://www.welt.de/debatte/kommentare/article132176734/Schotten-ihr-nervt-und-
zwar-betraechtlich.html

e, nel caso di un "si", ci sarebbe la doppietta catalana a novembre. Un doppio 
si caotico ma nettamente antiliberista. Benvenuti, nel caso, nell'Europa 
reale. 

mcs

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singolarità qualunque | 12 Sep 19:34 2014
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Gli algoritmi del capitale

Cr*,
>
> Matteo Pasquinelli (ed.) Gli algoritmi del capitale. Accelerazionismo, 
> macchine della conoscenza e autonomia del comune. Verona: Ombrecorte, 
> 2014.
>
> http://matteopasquinelli.com/algorithms-of-capital/
>
> PDF of introduction here: 
> http://matteopasquinelli.com/mezzo-secolo-dal-frammento-sulle-macchine/
>
>
>  *   *   *
>
> Indice
>
>  Introduzione: A mezzo secolo dalla ricezione del ‘Frammento sulle 
> macchine’
>  Matteo Pasquinelli
>
>
> Parte Prima: Accelerazione e crisi
>
>  Manifesto per una politica accelerazionista
>  Alex Williams e Nick Srnicek
>
>  Riflessioni sul “Manifesto per una politica accelerazionista”
>  Antonio Negri
>
>  L’accelerazionismo in questione dal punto di vista del corpo
(Continue reading)

matteo tassinari | 11 Sep 23:26 2014
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Sittin' On The Dock Of The Bay

https://www.youtube.com/watch?v=Es3Vsfzdr14

per un momento, piccolo ma efficace, di relax

salutoni a tutt.
rossana123@libero.it | 11 Sep 10:19 2014
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Tsipras in Europa: che dice?

Oggi ho scritto una mail piuttosto incazzata ad un amico che fa parte della 
lista Tsipras di Bologna.
Vi pare possibile che siano andati in Europa per poi non dire nulla su quello 
che accade nel rapporto fra Europa- NATO, Ucraina e Isis? Possibile che neanche 
lui (sugli italiani stendo un velo pietoso) abbia qualcosa da dire?
A Bologna intanto Sel si divide, a proposito delle regionali, fra PD e lista 
Tsipras. Finirà come in Piemonte. Che schifo. Se qualcuno sa qualcosa batta 
sulla tastiera.

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Giuseppe Allegri | 11 Sep 09:51 2014
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Martedì 16 settembre, Contro la miseria e Sogno europeo o incubo? <at> Libreria Fandango, via dei Prefetti, 22, Roma

Car <at> neurogreeners,
il BIN Italia prova a ripartire: vi giro un invito per una presentazione doppia che si terrà qui a Roma.

Al di là del nostro libretto europeista, "Contro la miseria" è potente, perché squaderna le abissali differenze tra i paesi con Welfare (più o meno riformato) universalista e quelli senza welfare, se non familista, corporativo, caritatevole, etc.

E non so chi di voi abbia visto quest'estate "In ordine di sparizione", dove dei sotto-gangster norvegesi in attesa di un servizio da fare parlavano in modo volutamente stereotipato del Welfare nordico ("in carcere mi sono rifatto tutti i denti") rispetto alla spagna e all'italia, "dove lì c'è la natura, ma non c'è Welfare"...

buona giornata,
peppe

rossana123@libero.it | 10 Sep 17:17 2014
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R: Fwd: Crocefissioni riprese dallo smartphone. Antropologia politica di Isis

In effetti quando dici che è un erroraccio cercare innovazioni teoriche 
analizzando esperienze eticamente corrette, affermi una realtà. 

Però visto che hai fatto riferimento all'arte sacra, nel libro di Titus 
Burckhardt, l' "Arte sacra in oriente e occidente: l'estetica del sacro", si 
afferma che qualunque religione attraverso l’arte trasmette il simbolo di un’
ascesa: dalla bellezza del mondo all’unità divina. 

"Partendo dalla considerazione che un simbolo non è un semplice segno 
convenzionale ma “è” ciò che esprime, l’autore arriva ad affermare che l’arte 
sacra ha sempre carattere simbolico: essa infatti consente di trasfigurare il 
mondo, chiarendone l’intima unità spirituale, senza dover “spiegare” 
esplicitamente e razionalmente il principio di organizzazione. Qual è il 
carattere specifico dell’arte sacra? La conclusione dell’autore è che l’essenza 
dell’arte sacra non sta nel tema religioso dei soggetti, bensì in un modo 
speciale di elaborare le forme, qualunque sia il soggetto rappresentato".
http://books.google.it/books?
id=xTe4AAAAQBAJ&pg=PT2&lpg=PT2&dq=titus+Burckhardt+L%
27arte+sacra+in+oriente+e+in+occidente&source=bl&ots=B4werFMlRg&sig=kIIbFC4EDafib77Nj_gan8DwOsA&hl=it&sa=X&ei=xWoQVOgD09lqxf2A4Ak&redir_esc=y#v=onepage&q=titus%
20Burckhardt%20L%27arte%20sacra%20in%20oriente%20e%20in%20occidente&f=false

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rossana123@libero.it | 10 Sep 14:38 2014
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R: Fwd: Crocefissioni riprese dallo smartphone. Antropologia politica di Isis

alla faccia, hai scritto un saggio. Devo stamparlo per poterlo leggere bene.

Ad un primo sguardo mi ha colpito la parte che parla di arte.
Scrivi: "Le crocifissioni dei ladri a Raqqa, riprese dallo smartphone da un 
gruppo di ragazzini e documentate da Vice News, e le teste dei nemici infilate 
sui giardini dei cancelli della stessa città altro non sono che materiale caldo 
per twitter. Postato sia come orgogliosa prova dell’implacabilità di Isis che 
come allarmata denuncia della sua ferocia".  

Argomenti il discorso sulla relazione fra immagine e arte islamica che si 
contaminerebbe con quella cristiana mettendo fra parentesi la questione 
dell'iconoclastia. La prima sopperisce alla mancata raffigurazione di un dio 
attraverso ciò che si vuole comunicare rappresentando crocifissioni di ladri, 
teste dei nemici, guerriglieri provenienti da tutto il mondo recitano il 
racconto della loro serena, felice adesione al nuovo stato.

Quindi concludi: "Immagine vivente cristiana e islamica hanno infatti due 
differenti modalità di messa tra parentesi della stessa questione: l’
iconoclastia. Le due culture possono quindi parlarsi, e contaminarsi, proprio 
grazie a questa originaria capacità di messa a parentesi". 

Ma se vogliamo soffermarci alla storia dell'arte, in particolare quella 
cristiana, non possiamo non vedere che c'è una differenza enorme rispetto alla 
pura questione sull'iconoclastia, a meno di non sgretolare i fondamenti del 
cristianesimo.

Nell'arte cristiana è importante il tema della pietà. La pietà e la sofferenza 
del Cristo sono il simbolo del destino e del riscatto dell’intera umanità.

>----Messaggio originale----
>Da: mcsilvan_ <at> libero.it
>Data: 09/09/2014 22.28
>A: <neurogreen <at> liste.comodino.org>, <redleghorn <at> inventati.org>
>Ogg: [neurogreen] Fwd: Crocefissioni riprese dallo smartphone. Antropologia 
politica di Isis
>
>http://senzasoste.it/internazionale/crocifissioni-riprese-dallo-smartphone-
>antropologia-politica-di-isis
>
>con i migliori omaggi del califfo
>
>mcs
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>ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
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clochard | 9 Sep 23:02 2014
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La Storia come Follia e Rappresentazione_coproduzione Bifo - Matteo

La Storia 
   come  
  Follia
e comerappresentazione
 
 
 
 
 
 
                                                                                                                                                                 
 
 
[...] I mascalzoni prendono il potere e la loro la vittoria è per l’appunto la sconfitta della rivoluzione. Allora perché
abbiamo partecipato a tutte le rivoluzioniche ci capitavano a tiro in questi ultimi duecento anni, e perché volentieri parteciperemmo alla prossima, se ci fosse? Interessanti, dice Deleuze ancora, non sono le rivoluzioni, ma quel che capita ai rivoluzionari, o meglio quel che cambia nelle loro vite. Ribellarsi, organizzarsi, immaginare soluzioni strampalate, darsi appuntamento nel cuore della notte, bastonare l’assassino che ti ha ammazzato il fratello. [...]
 
 
 
                                                                                   
 
 
 
 


[...] Ma quanto tempo passa prima che i padroni riprendano il sopravvento, prima che la fratellanza si incrini, prima che il mal di denti torni a farsi sentire? Falla durare, mantieni i padroni a distanza, non subire lo sfruttamento per tutta la tua vita. E' l’utopia realizzata, anche se la rivoluzione non vince mai. La rivoluzione ti insegna che è possibile una linea di fuga dall’inferno terrestre.[...]
 
 
 
 
 
 



[...] L’opera dei Luther Blissett, poi divenuti Wu Ming, costituisce una sorta di ricostruzione della mitopoiesi moderna, una rivisitazione genealogica (nel senso propriamente foucaultiano) delle narrazioni che sono il mito su cui si fondano e si motivano i processi di soggettivazione. Mitopoiesi, è l’azione che costruisce narrazioni condivise dov'è possibile riconoscere il passato, il destino, presente, utopia, aspirazione, collettivi, movimenti. [...]


 
 
 
                        
                                                                                                                  
 
 



[...] Se il contributo di questi scrittori consiste in una sorta di genealogia della mitopoiesi moderna, il contributo di Foucault si è manifestato in forma di genealogia dell’episteme moderna. Sia la mitopoiesi della piccola banda sia l’episteme foucaultiana hanno come centro pulsante la corporeità, il corpo che parla, manda segni, dissemina segni nella sofferenza, nell’esaltazione, follia e rappresentazione. [...]


 
 
 
 


 [...] Non esiste una legge storica che   agisca dietro le quinte, non c’è una necessità economica o sociale che diriga i movimenti e la reazione. C’è un palco, su cui si svolge la rappresentazione, e c’è la follia, che muove le sue pedine. Il giorno dopo la chiamiamo storia e ci mettiamo pure la S maiuscola, la Storia. Ma quel giorno lì, nel giorno in cui le cose accadono davvero quel che conta è il dolore individuale e l’illusione collettiva, insomma il flusso di desiderio e di paura che corre attraverso la città. Per raccontare la storia della rivoluzione francese i Wu Ming concentrano l’attenzione narrativa sulla follia e sulla messa in scena. [...]

 
 
 
                                                                                                                         
 
 
 


[...] Se la rivolta è follia, anche il potere ha qualcosa a che fare con gli stati alterati della mente, anche il potere trae la sua forza dalla s-ragione. Qui il potere nasce dall’ipnosi. Se la rivolta è liberazione dei corpi, il potere lavora sulla sofferenza dei corpi, sulla paura della libertà e sul bisogno di rassicurazione, di ordine. [...]

 
 
    
 
 
                                                         
                  



[...] Risponde che la rivolta serve a sapere che esistiamo, serve a dare un senso alla sofferenza e anche alla sconfitta. Prima non sapevo di esistere e subivo la violenza del potere come se fosse naturale: la rivoluzione mi ha permesso di riconoscermi, ho capito che potevo ribellarmi, ho capito che esisto, che posso rifiutare e quindi cominciare a essere, ho capito che posso posso incontrare altri che come me si ribellano, ho conosciuto l’amicizia, impensabile prima della rivolta. L’esperienza della rivolta rende possibile la costruzione di senso, cioè  quell’indipendenza dal potere che consiste nella coscienza di sé, nel disprezzo e nell’odio. L’esperienza della rivolta rende anche possibile l’amicizia, la tenerezza, l’avventura, sconosciute a chi subisce l’ipnosi del salario, della paura, della legge. [...]
 
 
 
 
 
 
 


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Rattus Norvegicus | 9 Sep 22:34 2014
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Un tutorial GIS

http://www.qgistutorials.com/it/

Saltando di palo in frasca,
ecco qui 
di seguito la traduzione del tutorial di Quantum GIS di cui vi ho fatto 
cenno qualche settimana fa.

http://www.qgistutorials.com/it/
Quantum GIS è un applicativo 
realizzato in software libero e liberamente scaricabile in grado di 
svolgere le più importanti funzioni GIS.

E' stata una discreta 
faticaccia, che difficilmente qui interesserà qualcuno (anche se ai 
tempi della candidatura di Bifo alle europee ho ricevuto anche delle e-
mail da parte di neurogreeners appassionati del GIS).

Con voi, 
eventualmente, mi piacerebbe discutere delle motivazioni. Se, insomma, 
fare queste cose abbia o meno anche un significato politico. A tale 
riguardo confesso che quando, nella fase finale del lavoro, ho tradotto 
le parti che riguardano più da vicino Google Maps, ho provato un senso 
di forte fastidio. Sono stati gli unici momenti in cui ho pensato 
seriamente di essere un ingenuo che si sta autosfruttando per favorire 
interessi economici non suoi. Credo tuttavia, che si tratti di un 
prezzo che si può pagare se solo pensiamo a quanto questi temi siano 
importanti e a quanto sarebbe pericoloso e sbagliato lasciarli 
esclusivamente nelle mani dei privati.

Buona serata
r.

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mcsilvan_@libero.it | 9 Sep 22:28 2014
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Fwd: Crocefissioni riprese dallo smartphone. Antropologia politica di Isis

http://senzasoste.it/internazionale/crocifissioni-riprese-dallo-smartphone-
antropologia-politica-di-isis

con i migliori omaggi del califfo

mcs

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rossana123@libero.it | 9 Sep 21:28 2014
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La follia come esperienza di ritmi corporei e il potere che vuole imporre i suoi

In his inaugeral lecture at the Collège de France, published as How to live 
together, Roland Barthes goes into great detail on the subject of rhythms in 
order to answer the question of community. For Barthes, as it must at least 
sometimes be for the 50% of the global population that now live in cities, the 
question of community is that of whether it is possible to live together and 
alone at the same time. Barthes will eventually attempt to answer this question 
via an eccentric concept of rhythms. In this post I want to begin to approach 
the question of the rhythms of bodies and the rhythms of capital. 

Rhythms
https://libcom.org/blog/rhythms-13042014
Rhythms: second movement
https://libcom.org/blog/rhythms-second-movement-03062014
Rhythms: third movement
https://libcom.org/blog/rhythms-third-movement-08092014
The anxious worker 
https://libcom.org/blog/anxious-worker-06062014
Authoritarianism, work and therapy
https://libcom.org/blog/authoritarianism-work-therapy-14072014
Pharmaco-centric capitalism: a reply to Will Self
https://libcom.org/blog/pharmaco-centric-capitalism-reply-will-self-05102013
The nervousness of politics
https://libcom.org/blog/nervousness-politics-14042014

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