Kilian | 15 Nov 2010 23:38

[Il Ritorno] Al cospetto del Maestro

 Era ormai l'imbrunire quando il gruppo entrò a Wo-Ko-Day, rallentando il passo dei cavalli solo di quel tanto che bastava per non far sembrare il loro ingresso una carica in piena regola. Le guardie li guardarono velocemente senza nemmeno fermarli, riconoscendo i loro volti.
Elth'ar si guardò attorno rapidamente, mentre il rumore della città veniva coperto dallo scalpitare degli zoccoli sul lastricato.
Ancora una volta lo splendore della città li abbagliò, inducendoli a rivolgere qualche sguardo curioso in giro, per notare i marmi, i fregi, gli intarsi. Heuft ebbe di nuovo modo di apprezzare la bellezza delle vie che stavano attraversando e dovette di nuovo reprimere il desiderio di fermarsi a guardare più attentamente.
La piazza principale era come la ricordavano e la cupola della pagoda centrale, che si alzava nel cielo sfidando qualunque legge architettonica, osservava il ritorno dei Prescelti nel luogo dove avevano affrontato la loro Prova, dove la piccola Saeko aveva trovato un'ingiusta morte e dove Misty aveva fatto miracolosamente ritorno.
Si presentarono nuovamente e di nuovo percorsero gli stessi corridoi, attendendo davanti alla porta del Maestro di cui avevano chiesto. Il resto del gruppo era quasi incredulo che venisse subito concessa loro udienza, ma a Kilian la cosa sembrava più che normale e si mostrò parecchio impaziente.
Il drow era dannatamente insicuro sui successivi passi da compiere. Il tutto sarebbe stato più evidente senza l'incognita della stabilità di Misty; senza aggiungere quella degli altri compagni di viaggio. Dovevano scegliere con cautela senza lasciarsi trascinare dall'arroganza che, riconosceva anch'egli, li contraddistingueva. Elth'ar sembrava perso nei propri pensieri e una delle mani era intenta a giocare nervosamente con un nodo del bastone. Poco distante da lui, un Portatore con il volto indurito da cupi pensieri si guardava attorno, indifferente a tutto fuorchè a ciò che poteva costituire una minaccia. Di tanto in tanto, si rivolgeva a guardare Misty, come a controllarne la posizione.
Il resto del mondo sembrava invece non avere alcuno scopo se non intralciare il suo cammino.
Dopo un'attesa più snervante che lunga, finalmente la porta si aprì e fu loro concesso di entrare al cospetto del Maestro. Il gruppo sospirò di sollievo, felice che per una volta non vi fossero stati ostacoli a quanto volevano compiere. La stanza era come la ricordavano: scaffali su scaffali di libri, un arredamento semplice ed il Maestro chino sulla scrivania, intento a leggere alcune carte davanti a lui.
"Salve nuovamente, Maestro." - esordì il drow, facendo un cenno di saluto, imitato dai compagni. Il Portatore incrociò invece le braccia sul petto, esibendo la sua cera peggiore. Voleva fare più passi verso la soluzione del problema, invece di andare a zonzo verso luoghi già conosciuti e mai troppo graditi.
"Bentornati a voi, Prescelti." - l'uomo si alzò dal tavolo, facendo loro cenno di entrare - "Mi auguro che la vostra missione ad Erhenar abbia avuto successo."
Elth'ar fece qualche passo verso il maestro. "In un certo senso, così è stato. Ma adesso il tempo è ciò che scarseggia."
Entrarono due novizi, portando sedie a sufficienza per tutti, affinché potessero accomodarsi. Kilian rimase in piedi, indeciso se rovesciare un po' di fiele e chiudere la questione oppure attendere la famosa goccia per farlo.
Il mago si sedette, appoggiandosi al bastone puntellato davanti a se, fra le gambe e valutando la reazione del Maestro di fronte alla presenza di Misty. La ladra era entrata silenziosamente, tenendo lo sguardo basso e si era poi seduta senza dire nulla.
"Quello che cerchiamo ora è conoscere l'ubicazione e se possibile 'vedere' le nostre nuove mete: Il monastero dei monaci e il palazzo imperiale a Suriam." - spiegò il drow.
"Dunque è lì che sono custoditi gli altri due pezzi del medaglione... Capisco." - Il Maestro si sedette nuovamente, congiungendo le mani sul tavolo - "Non vi aspetta un viaggio facile - "sono i due luoghi meglio custoditi dell'intero Impero."
Riflettè un poco, quindi si alzò ed indicò loro la parete non coperta dai libri su cui campeggiava una grande mappa delle Tre Isole.
"Dovrete recarvi nell'isola di Kami-Suriam" - disse indicandone la posizione sulla mappa.
Elth'ar si accigliò. "Sono rimasto sorpreso dalla vostra protezione contro gli incantesimi di traslocazione... Non immaginavo che i maestri arrivassero a queste capacità. Ritengo sia lecito credere che anche questi due luoghi siano protetti allo stesso modo."
Il Maestro annuì - "La vostra intuizione è sicuramente corretta, Sapiente. Così come noi ci proteggiamo dalle intrusioni, altrettanto fanno loro."
"Dunque qual'è il posto più vicino entro al quale ci possiamo spostare in sicurezza? Credo sia più sicuro iniziare dal monastero che assaltare un palazzo. Parlatemi di questo luogo."
Nessuno obiettò, così l'anziano iniziò a spiegare, accarezzandosi la corta barba grigia. "Abbiamo fatto dei tentativi in tutti questi anni ed abbiamo individuato un luogo, nel folto del bosco vicino al monastero dei monaci Ha-Ko-Dai, in cui è possibile apparire. E' tutt'altro che facile tuttavia, penetrare nel monastero. Una volta era un luogo di pace, quanto il nostro qui in città, ma con l'andare degli anni è stato corrotto. L'ordine dei monaci è stato sviato ed il loro monastero ne ha risentito. Ora alte mura circondano Hank-Ha-Ko-Dai..." - commentò segnando un altro punto sulla cartina ( http://img166.imageshack.us/img166/3774/treisolehk4.jpg ) - "Ed i monaci hanno acuito il loro addestramento fisico rendendosi opponenti formidabili, temuti da tutto l'impero e degni di essere il braccio destro dei Maestri di Erhenar e di Alto Scoglio."
"Chi comanda lì...Se si può chiedere?"  - intervenne Heuft
"La carica con cui viene chiamato è Abate, ironicamente, come se fosse ancora un uomo di fede e non un depravato, come tutti i suoi confratelli. E' in carica da diversi anni ormai e collabora strettamente con il Gran Maestro di Erhenar e l'Imperatore."
"Capisco... Il suo nome?
"Il suo nome è Kazuo Matsumoto e non so dove possa tenere il medaglione che vi serve. A dire la verità non so nemmeno se lo abbia davvero."
Elth'ar sospirò - "In effetti se è un alleato del gran maestro è probabile che lo abbia consegnato a lui di già..."
"Dovete capire che nulla di tutto questo è mai stato di dominio pubblico. Non so dirvi se l'Abate fosse a conoscenza di cosa custodiva."
"Sicuramente lo sapeva il gran maestro." - azzardò il drow e l'anziano annuì.
"Probabile. In ogni caso, non saprei indicarvi dove possa essere custodito l'oggetto, se ancora è in suo possesso."
Fu in quel momento che il Portatore prese la parola, dimostrando la totale assenza di diplomazia.
"Quindi ci spedite in un'altra trappola?" - domandò Kilian, fissando il Maestro senza la minima traccia di rispetto.
"Posso tentare una divinazione... " - rispose l'uomo dopo qualche minuto di silenzio - "Ma sono certo che il monastero sarà schermato."
"Vi potrei aiutare in questo, ma non so quanto potrei essere efficace." - ribattè il mago. Il Maestro sembrò riflettere per qualche istante, quindi la sua espressione si rilassò. "Potrebbe funzionare... se congiungiamo i poteri di tutti. Vedete... quel medaglione è connesso a ciascuno di voi e..." - si interruppe di nuovo, notando l'aperta ostilità del Portatore.
"Volete dirmi che voi non avete la minima idea di cosa ci sia capitato?" - chiese Kilian, vedendo il Maestro fissarlo - "Non c'era niente ad attenderci ad Erhenar. Nulla che valesse il rischio. Solamente una trappola. Cosa ci attende negli altri due posti dove intendete spedirci?"
"Cosa intendete dire? Non avete trovato il frammento, dunque?"
"Abbiamo trovato una trappola del Gran Maestro. Un spiacevole trappola." - precisò - "Quindi se sapete qualcosa di più oltre a queste 'vaghe' informazioni, sarebbero ben accette. Non ho la minima intenzione di ritornare fin qui solo per esporre le mie lamentele una volta finito il tutto."
"Sono addolorato per quanto può esservi accaduto ad Erhenar, ma..." - accennò l'anziano ma si interruppe quando Heuft alzò la mano per mostrare la cicatrice.
"Vi dice nulla? Vi era qualcuno che sembrava molto interessato in quella città a questo segno...Al punto da volermi cortesemente uccidere..."
Il Maestro gli prese la mano con delicatezza, sfiorando la cicatrice con le dita e poi la lasciò andare, tornando a sedersi alla sua scrivania.
"E' apparsa dopo un sacrificio di sangue, vero?" - chiese con tono riflessivo e Heuft annuì un po' sorpreso.
"Questo è inaspettato... credevamo di aver individuato tutti i discendenti... " - commentò confuso e Kilian lo interruppe di nuovo.
"I discententi di cosa?"
"I discendenti dei Padri. I Draghi."
Kilian guardò Heuft e la sua mano. Negli occhi verdi del Portatore vi era puro sgomento - "Quale."
"Non mi è dato saperlo... ma il segno sulla mano del Custode, indica chiaramente la sua discendenza. Il sangue lo ha chiamato, lo ha segnato."
"Io...Se può aiutare sono stato chiamato...Principe... Da quel mago oscuro..." - confessò sorpreso Heuft. Quando le mani di Kilian lo sollevarono da terra, scuotendolo come fosse stato un fuscello, la sorpresa gli rimase bloccata in gola.
"Gorgos ti ha chiamato PRINCIPE?!?"
"Sì... e sembrava molto contrariato..." - rispose lo studioso, cercando di rimanere tranquillo. Elth'ar non si mosse continuando a fissare i presenti, incurante delle loro azioni.
"Rispondimi... il nome Demon deLeon ti dice nulla? O il nome Ahzrarn Vom Vazdru?"
"No. Assolutamente..." - fece Heuft
"Spero che sia così davvero." -  intervenne allora Misty, parlando per la prima volta - "altrimenti giuro che ti ammazzo." - aggiunse sfiorandosi la mano con l'altra. Thomas Heuft la guardò incredulo, quando Kilian, altrettanto sorpreso di trovarsi di nuovo in faccende che trascendevano il tempo, decise di rimetterlo a terra.
"State impazzendo per caso? Intendo tutti...  Voi sapete molto...Io nulla.. Chi sono questi nomi? Maestro voi dite che sangue draconico scorre in me... Ma io non ho magia...Non ne ho mai avvertita... Credevo che il sangue draconico portasse potere magico..."
"Non è necessario." - gli rispose Misty, con tono metallico - "Io ho sangue di drago in me, eppure non ho mai avuto il minimo potere magico."
"Dunque ora so perchè sono qui o almeno il motivo...In qualche modo questo mi lega a voi... E a quello che vuole il vostro nemico. Non è molto ma almeno so qualcosa. Potete dirmi di più maestro?"
"Gli Eletti di Sechial hanno sempre avuto la massima cura nel corso dei millenni, nel tracciare la discendenza di Sechial e Shaal. Sono stati tenuti alberi genealogici, nomi, date."
"DOVE."
Gli interventi di Kilian avevano lo stesso suono dello schiocco di una frusta.
"A Siverhenehaim, Portatore."
"Quanti draghi esistevano? Voglio dire si può sapre chi era il mio antico progenitore?" - chiese Heuft, molto perplesso ma non per questo meno curioso.
Elth'ar fece una smorfia sarcastica. °°°Stranemente tranquillo per aver scoperto di essere dannato, sotto un certo punto di vista.°°°
"I Padri erano undici, e per quanto ne sappiamo gli unici che abbiano mai infranto il divieto sono stati Sechial e Shaal, il Padre di tutti i draghi.  Che voi abbiate il sangue di uno dei draghi guardiani nelle vene è quantomeno inaspettato."
"Non sapete quanto lo sia per me... Anche se da un alto almeno un poco le cose si chiariscono. Vi è modo di sapere se noi abbiamo lo stesso sangue, maestro?Voglio dire anche loro hanno sangue di drago... E' lo stesso? Questo credo sarebbe importante..."
"Io non ho sangue di drago..." -sibilò Kilian- "e taglierò la lingua a chiunque sosterrà il contrario."
"Beh così avevo capito..." - si scusò Heuft, non meno entusiasta - "Ma Misty sì non è vero?"
Elth'ar poggiò il bastone sulle gambe e si abbandonò contro lo schienale sorridendo vagamente all'affermazione menzognera del ladro.
"Io sono la discendente di Shaal... colui che procreò per fermare la follia provocata da suo figlio." - rispose Misty - "Quindi si, ho il sangue di un drago nelle mie vene. Una maledizione più che altro."
"Ma mai quanto quella perpetrata da Sechial!" - intervenne il Maestro - "Vedete, quando Sechial procreò, lo fece perchè ingannato. Sperò così di poter eludere la morte che aveva visto nel suo futuro, ma così facendo permise al male di entrare nel mondo, quello stesso male che i Draghi Guardiani tentavano disperatamente di tenere a bada, con le loro stesse esistenze. Sechial ebbe due gemelli, che ereditarono il suo sangue e la maledizione degli Antichi, degli Esterni. Shaal, non ebbe altra scelta se non di seguirlo ed ebbe una figlia, che sarebbe divenuta la Speranza del mondo."
Kilian aveva già sentito quella storia troppe volte per poterla tollerare ancora. Girò i tacchi e si diresse verso la porta, la spalancò - "Quando avete finito con le favolette, chiamatemi." - se ne uscì senza voltarsi.
Il Maestro sospirò - "Il Portatore ha un pesante fardello sulle spalle e immagino che l'eredità del suo sangue lo spaventi più di quanto dia a vedere."
"Avete parlato di due draghi...torno a chiedere è possibile evdere se si tratti dello stesso sangue? O per assurdo di un altro ancora..." - fece ancora Heuft, sollevato dal fatto che Kilian non avrebbe più interrotto il Maestro.
"Vedete, è intrinseco nel Sangue di Sechial portare la maledizione della Fiamma Nera, ma essa non sempre si manifesta ed è l'unico modo per capire il ramo di discendenza."
"Capisco... Tutto quello che posso ancora dire è che il mio sangue aprì la porta di Erhenhar... può servire?"
"Ciò non mi stupisce..."  - sorrise l'anziano - "Erhenar fu fondata dagli undici draghi, tutti insieme."
"Ah... Dunque è logico... Ma perchè solo io di noi ebbi l'impulso a farlo? E' strano. Fu un'intuizione inspiegabile che mi spinse a farlo... Anche se ora capisco molto di più... Eppure solo davanti alla porta sentii qualcosa... In città nulla..."
"Probabilmente perchè Kilian rifiuta il suo retaggio..." - spiegò Misty sottovoce - "e perchè io in quel momento non ricordavo nulla... ma se Gorgos ti ha chiamato Principe... questo non lascia ben sperare."
"Sì, disse così. Ed ebbe cura di aggiungere: 'ma questa volta non rovinerai tutto...'. Capii che voleva uccidermi, ma anche che aveva paura...Ma non so di cosa."
"Voi siete il Custode della Speranza, questo è il nome datovi dalle stelle." - fece il Maestro - "Il Maledetto vi teme e ora ancor di più, dopo aver scoperto il vostro retaggio, così come teme il Portatore, o la Speranza, o perfino il Sapiente. Essi lo perseguitano, opponendosi al suo volere, unici a possedere il potere per fermarlo."
"Teme me..." - ripetè incredulo lo studioso, poi indicò Misty - "Scusate ma se Lei è la speranza... Volete farmi capire che io ne sono il custode?"
"E' così. Non so dirvi in che modo, ma questo è il compito affidatovi. Proteggerla."
"Capisco...Ed io non so neppure come iniziarlo... Non ho potere, ma lo farò" - disse deciso, quasi non fosse lui a parlare. Qualcosa semrbava essersi svegliato in lui di colpo. Qualcosa che riusciva a farlo sperare.
"Per quanto riguarda il medaglione, posso tentare una divinazione, come vi dicevo..." - proseguì il Maestro - "Se uniamo il potere di tutti, forse riusciremo a richiamarne l'immagine."
"Credo che sia opportuno e sono pronto ad aiutarvi." - replicò il mago, facendosi avanti.

***
 
Kilian era uscito dalla stanza del Maestro mentre lui raccontava per l'ennesima volta la storia di Sechial ad Heuft. La considerava un'inutile perdita di tempo che non potevano permettersi. Mentre camminava, allontanandosi dalla stanza, i pensieri affolarono la sua mente. Un botta e risposta che sembrava rincorrersi in una spirale infinita, mentre la sua mente si contorceva in preda alla rabbia e alla frustrazione. Gli sovvennero pensieri e immagini che non riusciva a riconoscere, nonostante la loro terribile verosimiglianza..

Parole, milioni di parole, sempre e solo parole.
Quante ne dovrai ascoltare ancora, Kilian? Quando è che tutti quanti capiranno che è ora di agire, invece di continuare a raccontare storielle della buonanotte?
D'accordo, si, abbiamo capito, il sangue di drago, la magia e tutte quelle cose lì. A che scopo parlarne ancora? Cambia la sostanza dei fatti? Ma neanche un po'!
E intanto che loro parlano e parlano, Misty sta morendo e impazzisce davanti ai tuoi occhi ogni giorno. E di botto si viene a sapere che anche Heuft ha sangue di drago nelle vene... come Demon. Principe lo ha chiamato Gorgos... proprio come l'altro Principe, quello a cui hai tagliato la coda.  E come Demon, anche Heuft non vede l'ora di infilarsi nel letto di Misty, approfittando della sua confusione. Tsk, se potessi ucciderlo, sarebbe già tre metri sottoterra, praticamente dal primo momento in cui ci hai avuto a che fare... ma pare che abbia qualcosa a che fare con Misty... il suo Custode lo chiamano. E come fai ad ucciderlo adesso? Non ha nemmeno una coda da tagliargli per sfogarti un po'...

Cammini, cammini, senza nemmeno sapere dove stai andando. Corridoi, stanze, vedi persone che ti guardano con la coda dell'occhio mentre incedi con il tuo passo veloce e ti chiedi se non ti rivolgano la parola perchè incuti timore; a dire la verità lo speri. Tu vuoi fare paura. Vuoi che la gente abbia talmente paura di te da non pensare nemmeno di intralciarti o rallentarti. Vuoi che temano la tua voce, il tuo essere, le tue abilità. Vuoi rispetto. Tutto questo gran parlare del Portatore e della sua missione alla fine è un modo evoluto di dire "voglio che tu faccia questa cosa, e tu la farai perchè sei un eroe senza macchia e senza paura e quindi posso affidarti i compiti più impossibili e tu li porterai a termine. E siccome sei un eroe, posso anche darti informazioni minime sul compito che devi svolgere. E tu lo farai lo stesso, spaccandoti la schiena per due volte."
Esci nella piazza dove si è svolto il funerale della piccola Saeko, un'altra vittima sacrificata sull'altare di Gorgos. I ricordi di quella sera ti riempiono la mente, mentre richiami alla memoria il dolore, lo scempio a cui hai assistito. No, non ti aiuta, non devi lasciare che emozioni del genere ti offuschino la mente. Devi essere freddo come un diamante e altrettanto duro. E' questo di cui hai bisogno ora, essere distaccato, lucido e concentrato. Niente moine, niente debolezze. Che pensino pure che sei spietato o addirittura malvagio, sono fatti loro. Tu fai quello che è necessario per rimettere a posto le cose che tuo "padre" sta distruggendo. Risolverai questa situazione e riavrai indietro la tua vita e tua moglie e se quel porco di Heuft si azzarderà a metterle una mano addosso, gliela taglierai con tutto il braccio. Dopotutto forse il Custode serve solo vivo, non è necessario che sia anche integro.
Sempre se è quello che vuoi... sempre se non stai ricominciando a pensare che forse la tua vita deve essere dedicata all'avventura... perchè porti un marchio in te che a quanto pare non svanirà mai... e chi ne pagherà le conseguenze? Tua moglie? I tuoi figli? Li hai a malapena guardati quando eravate nella Torre di Elth'ar... come se fossero un peso, inutili.
Forse lo sono? Sono una catena? Qualcosa che ti blocca in una vita che forse non desideri più? Oh si, hai tanto desiderato una famiglia, qualcosa che ti appartenesse, un po' di pace... eppure quando Misty ha riacquistato i suoi ricordi non l'hai nemmeno abbracciata. Sei rimasto distante, diffidente. Forse eri addirittura disinteressato? No, che pensiero orribile!
Le uniche volte in cui hai permesso a te stesso di stringerla, sono state quando ha rischiato di morire. Allora l'hai abbracciata, hai gridato il suo nome, ti sei disperato. Ma perchè? Perchè ne sei innamorato o perchè ne senti la responsabilità? O perchè sei ferito? Nemmeno lei sembra avvicinarsi a te... anzi pare quasi che ti tenga alla larga, il più possibile. Non un gesto, un sorriso... come se non aveste nessun tipo di legame. Forse anche lei comincia a pensare di non poter avere mai pace?

Improvvisamente senti forte il desiderio di sguainare la spada e fare a pezzi qualcosa. Qualunque cosa. Qualcosa di tangibile su cui il tuo potere sia evidente. Non effimere parole o stupide profezie o confusione, sentimenti, o scempiaggini del genere. Datemi un drago e lo abbatterò con la sola forza delle mani, pensi.
Ma non c'è nessun drago da uccidere per Kilian. Solo dubbi, frustrazione e la rabbia di essere di nuovo incatenato in un gioco che sembra più grande di lui. E ora, ti ritrovi a pensare chissà come, ecco un altro anello della mia catena che arriva.

Eccola lì, Misty ti ha trovato e si sta avvicinando. Vorrà rimproverarti perchè te ne sei andato? Vorrà informarti che finalmente hanno finito di discutere di sciocchezze e sono pronti a FARE qualcosa?

Un angolo della tua mente sussurra "Forse vorrà solo parlarmi...", ma a quelle parole ne seguono altre, più crudeli: Non ne ho bisogno."

 

[Continua...]

 


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