Sangue
Drow
Era ancora notte fonda e la carovana si era addormentata. La strada era
deserta e il limitare del bosco sul versante dei Monti delle Lame
appariva cupo in quella notte priva di luna. Solo due figure si
guardavano intorno ancora sveglie, mentre persino gli animali notturni
decidevano di non uscire dai loro ricoveri. Una di queste figure si
guardava intorno anche se il buio limitava assai la sua visuale,
l'altra invece appariva più acuta nell'osservare; eppure nulla di
particolare avrebbe visto quella notte... se non il bosco e la strada
unirsi all'oscurità lungo l'orizzonte. Astral e Selerman erano in piedi
vicino al carro nel quale erano stati imprigionati. Da una parte la
libertà, all'interno di quella notte scura, dall'altra un carro
accogliente dove riposare e parlare tranquilli... Magari per cercare di
dare qualche spiegazione al gesto incomprensibile del loro ex
compagno...
Una civetta da lontano fece sentire il suo verso notturno.
Probabilmente era giunta per lei l'ora di uscire dalla sua tana e
cercare qualche topo di cui cibarsi. Fu quel verso che riportò i due
dai loro pensieri alla realtà. I loro sguardi si incrociarono ed
entrambi capirono che ora avrebbero dovuto scegliere cosa fare
nell'immediato futuro: se fermarsi o andarsene.
Selerman stava per dire qualcosa, quando Astral gli fece segno di
entrare nel carro, così da non essere sentiti da tutti. E quello, al
suo gesto, si alzò ed entrò dietro di lei. La mezzadrow socchiuse le
porte, si sedette il più comodamente possibile e solo allora si
apprestò ad ascoltare il suo compagno.
Selerman le si rivolse subito chiedendo: "Allora, hai deciso? Vuoi
rimanere qui?"
"Beh Sel... adesso come adesso è inutile e sciocco che ci rimettiamo in
viaggio a caso nella notte, perché è più rischioso che altro... e poi
avrei delle cose da chiedere a quell'uomo, per quanto mi risulti
antipatico..."
"Infatti, anche io pensavo di ottenere alcune informazioni dal lui...
sulla fuga di Shandalar, che non riesco proprio a spiegarmi, e sulla
sua diffideza verso i drow che gli hanno rubato chissaché". rispose
l'umano a bassa voce.
"Sì ma... non sono informazioni a caso quelle che voglio.." cercò di
precisare meglio lei "Insomma... noi stiamo cercando un gruppo composto
da umani e drow giusto? E quest'uomo è stato attaccato da alcuni drow!
Magari c'è un collegamento fra le due cose non credi? Questa per lo
meno è stata la mia impressione... magari è sbagliata... ma mi
piacerebbe verificarlo! In fondo non abbiamo altre tracce da seguire
finora..."
"E' proprio questo che intendevo dire..." puntualizzò Selerman, e
aggiunse ironicamente "Ti facevo più acuta come chierica!”.
Astral lo fissò inarcando un sopracciglio "Scusa... era questo che
intendevi... quando?"
"Quando ho parlato di voler informazioni sui drow che lo hanno
derubato!" spiegò il guerriero dandosi una pacca sulla fronte.
"Bene, allora se abbiamo avuto la stessa idea è inutile fare
dell'ironia." tagliò corto lei secca. Poi si avvolse meglio nel
mantello e si immerse nei suoi pensieri piuttosto risentita, attendendo
che spuntasse il giorno.
"E va bene, va bene, ho capito... meglio dormire per il resto della
notte." concluse lui "Buona notte" le augurò e si sdraiò sulla panca.
"Buona notte..." rispose Astral laconica. °°°Ma perché quest'uomo deve
essere così irritante a volte??°°° pensò poi infastidita °°°O forse
sono io che oggi sono particolarmente irritabile... e sarebbe anche
comprensibile... dopo tutto quello che è successo! Scambiati per
criminali! Ma come si è permesso quel tipo?? Calma Astral...
arrabbiarsi non serve a niente no? Domani parlerete, ti farai
raccontare quello di cui hai bisogno... e poi andrai per la tua strada!
Almeno lo spero...°°°
Anche nella mente del guerriero vorticavano pensieri, ma di tutt'altro
genere:
°°°Chissà che fine ha fatto quello stupido mezz'elfo! ho sbagliato a
fidarmi di lui, era meglio lasciarlo nella trappola del nano... e
invece me lo sono portato dietro... Ahhhh, che vada alla forca, quel
fottuto traditore!°°°
La notte passò. Evidentemente i due erano stanchi poiché sobbalzarono
quando uno degli uomini del mercante venne a svegliarli esclamando
bruscamente: "Alzatevi se volete fare colazione".
Poi come era comparso così se ne andò.
Astral si levò subito in piedi e uscì alla chiara luce del sole,
guardandosi intorno. Selerman si alzò dalla panca sulla quale era
sdraiato, ma aveva la mente lucida: era sveglio già da un po’. Questo
non evitò però che i suoi muscoli fossero ancora indolenziti per aver
dormito in quella scomoda posizione.
Usciti dal carro i due videro gli uomini seduti intorno al fuoco ormai
spento, di cui ancora si poteva sentire lo scoppiettio della brace, che
mangiavano avidamente del porridge freddo e bevevano quello che
sembrava latte di mucca. In disparte il mercante stava parlando con un
uomo che il giorno prima non avevano visto.
Selerman sorpassò la chierica e andò a sedersi vicino al fuoco. Poi si
spostò un po’ di lato per far posto anche a lei, mentre raccoglieva una
ciotola di porridge dalle mani di uno degli uomini che la notte prima
l'avevano legato. La mezzadrow voleva parlare con il mercante prima
possibile, ma vedendolo impegnato in un'altra conversazione non volle
essere giudicata importuna. Si avvicinò quindi agli uomini che
mangiavano e chiese del cibo, in modo da rimettersi in forze. Con la
coda dell'occhio però continuava a osservare quei due.
"Allora, come hai passato stanotte?" le chiese il guerriero tentando di
mostrarsi gentile.
"Bene, grazie, signor ironico..." replicò lei, ma con un mezzo sorriso
sulle labbra e apparentemente non più arrabbiata.
Il mercante stava parlando con un individuo basso, un halfling, vestito
di abiti neri e con il viso sporco di fuliggine. A un certo punto
iniziò a grattarsi il mento, gesto che sottolineava il suo disappunto
verso qualcosa; poi si girò a guardare i suoi uomini. Osservò i due
stranieri e poi, voltandosi verso l'halfling, gli fece cenno di
andarsene.
Selerman pensò che quel nanerottolo poteva essere un ladro, o al
massimo una spia e si chiese che affari avesse con il mercante.
"Forse adesso è l'occasione giusta per parlare con il nostro diffidente
ospite..." gli sussurrò la chierica.
"Si, lo credo anche io. Su, andiamo!" rispose lui alzandosi.
Astral lo imitò e si diressero insieme verso il mercante.
L’uomo li guardò avvicinarsi senza muoversi. Aveva capito che volevano
parlare con lui e non aveva nulla in contrario.
"Buona giornata" lo apostrofò la chierica avvicinandosi.
"Buongiorno" disse anche Selerman.
"Buongiorno a voi. Spero che abbiate riposato bene"
"Si, e vi ringraziamo di averci ospitato per la notte, anche se,
considerato come ci avete trattato ieri, mi sembra il minimo." concluse
il guerriero.
"Non mi lamento, grazie" rispose da parte sua Astral con un mezzo
sorriso "Ora possiamo parlare? Avremmo alcune domande da farvi, e se
sarete così gentile da soddisfare la nostra curiosità vi ringrazieremo
molto, perché forse potete aiutarci"
"Era il minimo trattarvi così, vi devo ricordare come abbiate cambiato
più volte le vostre intenzioni, e come la vostra presenza sia alquanto
sospetta? Comunque chiedete pure e vedremo se sarò io ad aiutare voi o
il contrario" fu la risposta.
Selerman si limitò a guardare la compagna, anche se non sperava di
riuscire a cavar molto dalla bocca del mercante.
"Ebbene... voi avete detto che un gruppo di drow vi ha rubato una cosa
molto importante... non voglio naturalmente chiedervi che cosa se non
desiderate voi per primo dircelo, ma mi interesserebbe sapere qualcosa
di più su questi drow... perché, vedete, anche noi stiamo cercando un
gruppo di criminali di cui fanno parte anche dei drow... e magari si
tratta dello stesso gruppo..." disse lei.
"E per quale motivo state cercando un gruppo di drow?"
"Per il motivo che vi ho già detto... sono dei criminali... e dobbiamo
fermarli..." rispose la chierica.
"Fermarli? Quindi questo fa presumere che stiano per compiere qualche
nefandezza..."
"Potrebbe essere."
"E come sarebbe composto precisamente questo gruppo così da voi
ricercato?"
"E' formato da umani e drow, ma non sappiamo nulla di più" intervenne
Selerman, aggiungendosi al dialogo tra i due.
"Se voi ci parlaste del gruppo che vi ha aggredito, potremmo almeno
cercare di capire se può essere o meno quello che stiamo cercando"
aggiunse lei.
Il mercante abbassò la testa, quasi a soppesare le parole. "Un
particolare inconsueto quello di drow e uomini insieme... Ma
soprattutto io non ho detto che i drow mi hanno aggredito, chierica, ma
che mi hanno derubato."
Astral alzò gli occhi al cielo. "Va bene, allora il gruppo che vi ha
derubato! Comunque se dite che sono stati dei drow li avrete visti!"
"Certo chierica" rispose quello sorridendo beffardo "Vedo però che la
vostra pazienza è limitata. Strano per un chierico di Lathander...
Forse che il vostro spirito drow sia in realtà più forte della fede nel
vostro dio? Ho il timore che potreste da un momento all'altro sguainare
la spada e tentare di uccidermi, come farebbe qualsiasi drow purosangue"
"La mia pazienza ha un limite come quella di tutti... vi divertite
forse ad esasperarla?" sibilò lei gelida "Io sono una chierica di
Lathander, ed è QUESTO che mi caratterizza!"
"Davvero? Allora ditemi, come può una chierica di Lathander essere così
aggressiva in un dialogo e portar così poca pazienza? Siete sicura di
esser veramente una fedele servitrice di Lathander?” poi proseguì
rivolto a Selerman “Certo che voi guerriero avete del fegato a
viaggiare con un essere che sarebbe capace di accoltellarvi nella
notte! Ammiro il vostro coraggio."
Il guerriero stava per perdere veramente la pazienza. Si chiese se
anche in lui ci fosse sangue drow, e rivolgendosi al mercante disse:
"Affatto, Astral è più innocente di molti umani che ho conosciuto!"
La mascella della mezzadrow nel frattempo scattò in avanti e senza
volerlo si sorprese ad urlare: "QUESTO NON STA A VOI METTERLO IN DUBBIO
NON CREDETE?!"
Selerman si girò verso di lei sorpreso... era la prima volta che la
sentiva urlare... e le sue parole sembravano buttate al vento dal
comportamento della chierica.
°°°Era questo il momento adatto per una crisi di nervi?!°°° Si domando
l'umano.
°°°Stai calma... adesso stai esagerando... non mi sembra il caso di
perdere la calma per così poco!°°° tentò di pensare Astral. Ma un'altra
parte di lei, più profonda e viscerale rispose: °°°E perché mai
dovresti stare calma? Quest'uomo ti sta insultando! Ti insulta
ripetutamente! Ha ragione? E' vero che sei una drow? E' vero che sei
come tuo padre?°°°
Selerman concentrò l'attenzione sul mercante: "Perchè prima non ci dice
il suo nome? Forse così la mia compagna potrà porsi in maniera più
idonea nei suoi confronti" sbottò "E poi non mi sembra che vi abbiamo
chiesto chissachè, cercavamo solo informazioni riguardo al gruppo che
vi ha derubato".
"Beh di certo ora non posso dire che la mia compagnia vi aggradi. Il
mio nome è Rothen se tanto ci tenete a saperlo... Mentre voi guerriero
se non erro vi chiamate Selerman e voi chierica rispondete al nome di
Astral" la parola chierica era stata detta con sufficienza. Era chiaro
come il mercante non considerava affatto Astral una degna
rappresentante di Lathander.
°°°Almeno ora siamo pari...°°° pensò lui e proseguì, tentando di
convincere quello a parlare: "Come era formato il gruppo che vi ha
assaltati? Potrebbe essere il nostro!"
"Sì... Coloro che ho incontrato potrebbero essere i drow che cercate.
Li abbiamo incontrati lungo la strada e, forte dei miei uomini, ho
pensato di catturarli per intascare un'eventuale taglia... Ma ahimè i
miei uomini e io siamo stati colti di sorpresa nel vedere come due
umani li stessero aiutando e fummo così sconfitti"
L’uomo aveva appena finito di parlare che Astral, mostrando di non aver
nemmeno sentito le sue ultime parole, sbottò: "Puoi anche continuare a
chiamarmi chierica, mercante! Puoi continuare a chiamarmi così finché
non te ne convinci! E NON INTENDO SPRECARE IL MIO TEMPO CON QUALCUNO
CHE NON HA NESSUNA INTENZIONE DI CREDERMI!!"
Detto questo si volse di scatto e si mi se a correre verso il carro
dove avevano passato la notte, lanciando prima di sfuggita un'occhiata
a Selerman. In quel breve attimo il guerriero vide che gli occhi della
mezzadrow erano diventati rossi, ma non rossi per la rabbia o per le
lacrime: l’iride era diventata di un colore rosso cupo, come il sangue.
Il guerriero rimase per un attimo impietrito dalla sorpresa.
"Interessante... Ecco forse la sua vera natura?" commentò il mercante.
Poi si rivolse a due dei suoi uomini dicendo: "Voi seguitela e se
scappa o tenta qualcosa fermatela. Non voglio correre rischi con una di
loro, sia pur mezzosangue."
Selerman non aspettò nemmeno che Rother finisse la frase e già si
ritrovò ad inseguire la compagna. Appena iniziò a correre anche gli
uomini di Rothen si mossero dietro di lui. Il mercante nel frattempo si
avviò camminando verso il retro del carro per vedere con i suoi occhi
la scena.
Astral era girata dietro al carro e si era appoggiata ad esso, tremando
di rabbia. Non riusciva a calmarsi. °°°Maledetto bastardo! Come si
permette! COME SI PERMETTE??!! Non sta a lui giudicarmi, non deve
farlo! Lui non sa! Non sa! E spara giudizi! Come tutti, sempre!!°°°
Il guerriero la raggiunse e si mise di fronte a lei.
"Che ti succede, Astral? Non è da te arrabbiarti solo perchè qualcuno
non ti crede." Esclamò, osservandola di nuovo in viso e sperando che il
colore degli occhi che aveva visto prima fosse dovuto solo al riflesso
del sole.
La mezzadrow voltò lo sguardo verso il suo compagno. Gli occhi erano
sempre uguali. °°°Anche lui non capisce... però lui non giudica...°°°
pensò di sfuggita. Poi chiuse gli occhi e si costrinse a respirare
profondamente.
Selerman rimase impietrito, ma solo per pochi secondi... Non sapeva
come comportarsi... Era diventata un pericolo? E doveva dirglielo? Si
disse di no... probabilmente avrebbe solo peggiorato le cose.
Nel frattempo i due uomini erano arrivati e si erano posti ai lati
della donna. Dopo qualche istante giunse il mercante che, fermatosi a
una distanza congrua, iniziò a parlarle: "Di certo così non mi convinci
delle tue buone intenzioni... ma rafforzi le mie idee".
"Ma come puoi ancora parlare?" urlò il guerriero girandosi di scatto.
Aveva paura che il comportamento di Rothen peggiorasse solo le cose.
"Certamente il richiamo del sangue è forte...” proseguì però quello.
Speravo che il saggio Lathander potesse cambiare la tua indole, ma
forse sbagliavo. Forse neppure il suo potere può cambiare il tuo
retaggio"
"Secondo te un drow scapperebbe dietro ad un carro a disperarsi? Se
fosse veramente una drow, ti avrtebbe già ucciso!" concluse Selerman.
Astral riaprì gli occhi di scatto e fulminò gli uomini che le si erano
posti a lato. Poi di nuovo si rivolse al mercante: "Manda via i tuoi
uomini. Subito." Non urlava più. La sua voce ora era straordinariamente
bassa... ma tesa come una corda di violino e gelida come un soffio di
vento del nord.
"Mandarli via?" chiese il mercante rimanendo fermo e per nulla
intimorito. Di certo dimostrava maggior fermezza e coraggio dei suoi
uomini che invece fecero un passo indietro, colti da un leggero timore
per la donna "Forse è il caso che li chiami tutti se non ti decidi a
calmarti Astral. Non mi stai dando motivi di fiducia... Se non fosse
per la lettera che mi hai fatto leggere e per la fuga del vostro
compagno ora saresti ancora legata."
La mezzadrow sollevò di scatto un sopracciglio. "Perché, di cosa hai
paura?" chiese con voce quasi dolce "Hai paura che io ti faccia del
male? Perché sei convinto che io sia una drow, vero? Io sono come loro,
non è vero?" mentre parlava la sua voce si alzava sempre di più "Anche
tu, come tutti hai la pretesa di giudicarmi, vero? Pensi di sapere chi
sono io, non è così? BENISSIMO! SE PENSI DI SAPERLO, PERCHè DOVREI
DELUDERTI?!" e detto questo sguainò la spada, mentre il rosso dei suoi
occhi si infuocava ancora di più. Subito dopo si gettò contro all'uomo
che si trovava alla sua sinistra, con una luce quasi di follia nello
sguardo.
"E così è il mio giudizio che ti fa scaldare? Se il solo giudizio di
una persona può far vacillare il tuo credo, questo dimostra soltanto
quanto quel giudizio sia fondato. Schivatela per ora... " disse poi
Rothen rivolto verso i suoi compagni. L'uomo aggredito da Astral saltò
quindi indietro evitando l'attacco.
Selerman si oppose alla chierica, tentando di fermarla. Non era proprio
il caso di fare una carneficina... Mettendole da dietro e mani sulle
spalle urlò: "Astral ritorna in te! Non è così che agisce una devota di
Lathander... che ti succede?!" Il guerriero fallì però nel tentativo di
tenerla ferma, non riuscì anzi neppure a trattenerla. L'ira della donna
era apparentemente incontrollabile.
"Allora, la tua devozione è così fragile? Sai, è divertente vedere come
un essere della tua specie sappia parlare ma sia incapace di agire e di
calmare il proprio cuore."
La chierica sentiva le parole del mercante correrle dritte fino al
cuore. Erano insopportabili, non poteva, non DOVEVA tollerarle!
Lanciando un urlo di rabbia scagliò a terra la sua spada, imbracciò
l'arco e incoccò una freccia, mirando dritta a lui.
"Se è stato il mio giudizio a farti arrabbiare, non ti rendi conto che
ora questo stesso giudizio sta peggiorando? E non solo in me, ma anche
negli altri uomini che sono qui con noi e forse anche nel tuo
compagno..." Notando poi le sue intenzioni disse: "Vuoi uccidermi? Sai
questo cosa significherà per te? Verrai catturata dai miei uomini e poi
condotta alla prima città dove verrai giudicata. E lì condannata alla
forca. Non potrai esser salvata e la tua anima una volta morta non
verrà certo accolta tra le schiere del dio in cui credi!"
Astral udì queste parole mentre tentava di prendere la mira e fu come
se un gigantesco macigno le si fosse posato sul cuore. Impallidì e
scoccò senza decisione, cosicché la freccia si piantò nel terreno a
pochi passi da lui. Poi di colpo cadde in ginocchio, si prese la testa
fra le mani e urlò. Fu un grido lungo, a metà fra la rabbia e la
disperazione, e alla fine vennero le lacrime... Si rannicchiò ancora di
più su se stessa e, dimenticando l'arco, dimenticando la spada, il
mercante, gli uomini che la osservavano, il suo compagno, si lasciò
andare completamente al pianto, singhiozzando.
Selerman aveva osservato tutta quella scena senza battere ciglio dopo
che lei si era liberata dalla sua presa... la rabbia... la violenza...
e poi l'arco e la freccia... Per fortuna che aveva mancato il
bersaglio, altrimenti si sarebbero trovati nei guai, più ancora di
quanto non lo fossero già. Non appena la vide scossa dai singhiozzi le
si avvicinò, si chinò davanti a lei e le alzò il capo, asciugando una
sua lacrima.
Rothen a quel punto si girò.
"Lasciateli soli... Tornerà dopo a chiederci scusa. Ora andiamo di
nuovo a mangiare." ordinò ai suoi uomini, incamminandosi con la stessa
lentezza e tranquillità di quando era arrivato lì dietro al carro per
assistere al momento di pazzia della donna. Tutti ora avevano avuto
modo di vedere quel lato che Astral con tanta fatica soffocava dentro
di sé.
Astral & Ryon
Alar... Terra di Eroi