[Il Ritorno] Attacco al monastero
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La giornata era passata molto lenta. La temperatura era salita progressivamente fino ad arrivare al punto che i viaggiatori avevano ringraziato gli Déi di avere un bosco a disposizione. Non erano abituati a quel clima e più di una volta i cavalli avevano dato segni d'irrequietezza.
Nel pomeriggio la situazione era misericordiosamente tornata accettabile, permettendo al gruppo di proseguire con le attività iniziate la mattina: con molta attenzione il gruppo si era diviso per studiare la struttura di fronte a loro e le sue difese: il portone centrale era ben fortificato, tanto sa sembrare più adatto a difendere un castello che un semplice monastero. Attraverso quel passaggio, diversi gruppi di animali erano stati scortati durante la giornata per poi esservi ricondotti al calare del sole.
Da quello che erano riusciti a vedere, i bastioni erano sorvegliati da uomini in apparenza senza armi. La maggior parte di loro portavano la tonsura e indossava semplici abiti scuri. Alcuni di loro ostentavano invece vesti molto più ricche.
A detta del mago, dovevano trattarsi dei monaci e la cosa non gli piaceva affatto.
Il sole era ormai tramontato da un giro di clessidra. La luce aveva ormai ceduto il passo alla notte e il tempo di agire era ormai prossimo.
Perfettamente a suo agio nell’oscurità che li avvolgeva, Elth’ar passò lo sguardo sui compagni, uno per uno – “Siete pronti?”
“Pronti?” – fece sarcastico Heuft – “A giudicare dalla situazione arrampicarsi è un suicidio puro... illuminazione e guardie...” – aggiunse indicando i bastioni illuminati dalle torce.
"A spianarvi la strada ci penseremo Ilharess e io."
“Creerete un diversivo?”
Elth’ar sogghignò. - "Più che altro libereremo la strada completamente."
“E' ben sorvegliato.” – intervenne il ladro che era rimasto in disparte tutto il giorno, intento a studiare il monastero. – “Al primo rumore ci piomberà addosso l'intero sermone domenicale.”
“Cosa sai dei monaci? Che tu sappia percepiscono la magia? Non ci ho mai avuto a che fare... “ – fece la Misty tradendo un po’ di apprensione. Il mago scosse la testa.
“No, non hanno queste capacità. Sono abili nel resistervi poiché si addestrano sia nel corpo che nella mente, ma li si fermano."
Misty annuì, tranquillizzata – “D'accordo... allora se non hanno un Maestro immagino che non riusciranno a sentirci, a prescindere dal mio... scudo".
“Nulla che non possa soverchiare” – sogghignò il mago – “Non faccio molto affidamento su questo scudo... Anzi potrebbe essere divertente vedere cosa accadrebbe se fosse un inganno."
“Divertente non è proprio la parola che userei... “ - borbottò la mezzelfa – “A quanto ho capito questi monaci sono i guerrieri più potenti delle Tre Isole.”
“Ma di una cosa sono sicuro. Io vedo al buio. Loro no. E il buio è ciò che creeremo." – Elth’ar appariva più che certo della vittoria ancora prima di essere sceso sul campo di battaglia.
Misty si grattò la testa con una mano – “Magia o ci limitiamo a spegnere le torce?”
“Un po’ entrambe" - disse il drow alzando le spalle.
“Mi domando cosa faremo dentro...Una volta entrati come faremo a non farci scoprire?” – domandò Thomas e gli rispose Kilian, con la ferma intenzione di provocarlo.
“Suppongo che il piano del nostro mago sia quello di uccidere chiunque ci scopra.”
Elth’ar annuì. – “Nell'eventualità che ciò accada, sicuramente. Ma una volta dentro sarà più facile di quello che pensate."
“Supponiamolo pure” – accettò l’uomo – “Ma in caso di allarme dubito sia possibile uccidere l'intero monastero...”
“Il nostro obiettivo era nel chiostro. Non dobbiamo girare poi molto dentro quel monastero.” – precisò il ladro, studiando i movimenti delle guardie sui bastioni.
“Speriamo non sia sorvegliato.” – pregò Heuft.
“Avevo pensato anche di entrare assieme alle mandrie. Ma non mi va di mischiarmi con altri animali." – disse il mago rivolto ai due uomini – “Voi due siete abbastanza."
Misty ridacchiò sottovoce, poi si girò verso il mago – “Bene, io sono pronta... andiamo a far fuori qualche monaco?” – chiese. La donna sembrava molto più tranquilla della giornata precedente e forse dipendeva dal fatto che si era a malapena mossa durante tutta la giornata, rimanendo con gli occhi chiusi all'ombra degli alberi. Il piano era semplice: Kilian e Thomas avrebbero dovuto restare celati nell’ombra, mentre il mago e la ladra si sarebbero avvicinati alle mura per studiare la situazione più da vicino.
Elth’ar guardò i compagni una sola volta ancora poi impugnò il bastone di nihil. Istruito fin dalla tenera età all’uso di quell’incantesimo, il mago lo richiamò con la stessa facilità con cui respirava, evocando le tenebre intrinseche nella natura degli elfi scuri.
Una sfera di oscurità li avvolse tutti. Non un raggio di luce o un riverbero poteva penetrare quell’oscura cappa nera, così avanzarono fino alle mura del monastero.
Giunsero sotto una delle torri e nessuno sembrava essersi accorto di loro. Il drow piantò il bastone al suolo. - “State qui vicino al bastone. Potete spostarvi nell'oscurità portandolo con voi. Ma ricoprite l'estremità quando salirete. Una sfera di buio è facilmente visibile.” – spiegò con lo stesso tono che avrebbe usato con un infante. Si avvicinò alla ladra, facendole cenno di aggrapparsi. – “Noi, andiamo."
Misty gli passò le braccia intorno al collo, annuendo – “Fai del tuo peggio.”
Il drow pronunciò rapidamente due incantesimi uno di seguito all’altro e iniziò a librarsi nell’aria insieme alla ladra. Inarcò un sopracciglio pensando che Fianara l'avrebbe sicuramente ammazzato se avesse visto quella scena.
Sospesi lassù nell'oscurità, Elth'ar e Misty ebbero modo di controllare i movimenti dei monaci all'interno. In ogni torre, dove terminavano le mura formando tutte assieme un quadrato, vi erano due guardie, una che vigilava sulla vallata e l'altra che teneva d'occhio l'interno dei bastioni. Un basso tavolino pieno di carte rappresentava il passatempo tipico di due uomini dediti totalmente al loro lavoro. Il mago e la ladra continuarono l’ispezione, scoprendo che i monaci si alternavano a gruppi di due, cambiando regolarmente posizione.
Al’interno di ogni torre vi era un braciere che ne illuminava l’interno e una scala scendeva al piano inferiore.
Elth’ar si rivolse alla ladra – “Bene. é da qui che ci muoveremo verso l'interno. Le due guardie dobbiamo renderle offensive allo stesso tempo. Ora controlliamo il nostro obbiettivo e spero che Kilian e Heuft non si uccidano nel frattempo.”
Sotto i bastioni, celati dalla magia, i due uomini attendevano i compagni.
Kilian si rivolse allo studioso al suo fianco - "Ehi vecchio, sei in grado di scalare questa torre?"
“Penserei di sì... al limite vi darò una mano...”
“Eccellente, io non sono molto bravo invece e probabilmente mi romperò l'osso del collo.”
“Bah non credo in verità... l'importante è che non ce lo rompano dentro l'osso del collo... entrare può essere anche possibile... uscire non penso lo sarà altrettanto.”
“Alla peggio ci saranno diversi posti vuoti alla mensa di domani.” – replicò il ladro senza spostare lo sguardo dalle mura.
“Siete molto fiducioso,io al contrario temo che se li avessimo tutti addosso resisteremo poco, ma perché essere pessimisti?” – fece risollevando il proprio tono – “Del resto l'esperto di armi siete voi.”
“Mi aspetto una battaglia dignitosa, se devo essere sincero.” – confessò il ladro – “I maghi ad Erhenar si sono rivelati dei perfetti imbecilli.”
“A quanto raccontatomi fin troppo facile.“
“Questi sempliciotti non sono abituati alla guerra, ma solo a combattere con i contadini che non vogliono pagare le decime.”
“E’ probabile, ma il mago nero no. Lui ha il potere, ma non ci ostacola e continuo a cercare una ragione.”
“Forse vuole il medaglione, completo.”
“Dunque anche voi avete questo sospetto... sta facendo fare il lavoro a noi e come potremo impedire che ce lo strappi alla fine? Come pensate ci attaccherà?”
“Probabilmente comparirà davanti a noi, riderà mostrando una quantità di denti inferiore alla norma e infine ci farà ardere nel fuoco della disperazione. Sì, più o meno andrà così.”
Fu solo a quel punto che Heuft si rese conto di essere stato preso in giro – “Bah avete voglia di ironia…” – protestò . “Un poco vi invidio. Io non mi sono mai confrontato con queste realtà. Ma da quello che ho potuto capire voi lo avete già sconfitto, non è così?”
Il ladro non rispose, ma strinse i denti continuando a fissare la sommità della torre, sperando di cogliere qualche rumore.
“Mah...non so...” – riprese Heuft – “Vorrei sapere... e voi e gli altri siete molto più ferrati di me in materia...”
Il ladro tagliò corto – “Cosa volete sapere?”
“immagino che sia troppo lunga come storia, ma vedete so che vuole uccidermi e immagino che sia a causa del mio sangue. Vorrei sapere almeno qualcosa di più su di lui.”
“E’ mio padre.”
“V-vostro padre?” – esclamò Heuft, visibilmente interdetto.
“Gli Déi me ne scampino.”
Heuft lo studiò, onestamente divertito. -“Uff...vi stavo credendo...”
“Sono bravo a prendere in giro le persone.” – replicò Kilian sempre fissando la torre. Thomas notò una certa apprensione nell’espressione dell’uomo.
“Forse siete meno male di quanto date a vedere...” - commentò
“Vi rammento che sono sposato.”
“lo so, ma che c'entra?”
“Nulla, ma ho già viaggiato con maschi che mi rivalutavano durante il cammino. E' stato, come dire, imbarazzante.”
Heuft ridacchiò a denti stretti – “Siete un tipo strano, però mi piacerebbe ave visto le cose che avete visto...Forse non tutte, ma voi e gli altri avrete visto posti strani...io solo alcune antiche rovine a sud... e non credo si avvicinino alle vostre esperienze.”
Kilian spostò lo sguardo sull'uomo al suo fianco, intravedendo la curiosità in quello sguardo. Qualcosa di genuino, che il ladro non sentiva da molto tempo.
“Almeno i vostri guai ve li siete andati a cercare.” – gli disse.
“Beh credo abbiate ragione.” – ammise Heuft – “E se non avessi seguito quel diario forse non sarei qui. Ma è più forte di me, la scoperta e il mistero mi attraggono.”
Nel frattempo, Elth’ar e Misty grazie alla magia che il nascondeva avevano raggiunto agilmente il chiostro interno. Portici di pietra lavorata e intarsiata correvano attorno al giardino e quattro alberi di ciliegio circondavano una grande fontana. L’acqua zampillava dalla pesante statua che vi troneggiava al centro: un grande drago, dai cui artigli e dalle cui fauci aperte zampillava acqua pura.
"Cercate una via per voi e i nostri compagni per passare non visti fino alla statua." – disse il mago, dopo aver memorizzato con precisione il percorso fatto.
“Mi sembra un'impresa assai difficile... il monastero è molto ben sorvegliato e quella statua... è proprio lì in mezzo.” – protestò la ladra.
“Sicuramente ci sarà un modo più facile per muoversi fino alla statua. E’ notte dopotutto." – sottolineò Elth’ar – “Una volta dentro, dovrete guidare voi Kilian e Heuft.”
II modo migliore era quello di celarsi all'ombra delle volte dei portici, che proiettavano ampie zone di buio, aiutati anche dalle torce sui bastioni. Ma sarebbe stato sufficiente che sola delle guardie sui bastione abbassasse lo sguardo per essere notati.
“Ditemi quando avete tutte le informazioni che vi servono e torniamo a preparare la scalata per gli altri." – fece il mago, fermandosi subito dopo a riflettere. Visto che erano così vicini avrebbero anche potuto controllare se il medaglione era veramente dove avrebbe dovuto essere. In fin dei conti emanava un'aura magica non indifferente.
Due ombre si mossero lentamente nel chiostro, avvicinandosi alla statua di drago. Il rumore dell’acqua copriva il suono dei loro passi, unico segno della loro presenza.
Il drow era totalmente concentrato sulla magia che permeava tutto. Non voleva arrivare troppo vicino alla statua, ma abbastanza da percepire le auree magiche di qualcosa che doveva essere li, insieme al sicuro incantesimo che lo proteggeva.
Non appena tentò di entrare in sintonia con i fili, gli fu chiaro che la sua intuizione era stata corretta: l'aura era inconfondibile, soprattutto perché l'aveva già percepita nelle due parti di medaglione in loro possesso.
“Si” - disse il drow – “il frammento è li. Proviamo a prenderlo?”
“Perché no?” – fece la ladra – “Il giardino non sembra custodito. Basta non farsi vedere.“
Elth’ar sospirò. - "Avverto gli altri due."
I due uomini sentirono chiaramente la voce del drow parlare nella loro testa. Kilian odiava quella sensazione, perché lo faceva sentire più vulnerabile di quello che credeva.
“Abbiamo trovato il medaglione. Cerchiamo di recuperarlo. Se non torniamo a breve o le guardie ci scoprono, meglio che iniziate a scalare.”
“Un po' vaga come indicazione...” – sussurrò Heuft al compagno – “Comunque stiamo pronti.”
“Immagino si aspetti che scaliamo la torre a mani nude. Il punto è che se dovessi mai riuscirvi, gli torcerò il collo.” – brontolò il ladro.
“Beh spererei che ci lascino una corda... a mani nude temo non vi riusciremo.”
Urgeva trovare presto un’alternativa. Secondo Heuft, il giovane accanto a lui avrebbe davvero tentato di scalare a mani nude quella torre, ma la sua esperienza gli rendeva palese quanto quell’intento fosse da incoscienti. Le pietre alla base erano disposte ordinatamente e non sembravano aver lasciato vincere alcuna battaglia alle intemperie. Una parete di liscia pietra li divideva dai compagni. Gli venne un’idea.
“Secondo voi da dove prendono l'acqua?”
“Non avevamo visto disegnato un fiume nella mappa? Ma non ho visto nessuna otre muoversi durante il giorno.”
“Niente pozzi dite?”
“Potrebbe anche essere...” – ammise il ladro, anche se non sapeva dove potevano trovarsi.
Heuft mostrò tutta la sua esperienza di avventuriero con poche frasi – “Certe strutture hanno ampi condotti sotterranei in cui passa l'acqua... a volte semplici condotti, ma altre volte vere e proprie vie sotterranee.”
“Anche se lo trovassimo, se fosse mio ci costruirei una bella grata lungo la via.” – obiettò il ladro che però sembrava quasi accettare l’idea di un’alternativa che no includesse cadute o fratture.
“Si, ma talvolta le grate cedono...avete spade e magia... ed io qualche polvere. In ogni caso, anche recuperato il medaglione sarà dura scendere dalle mura.”
“Potremmo provare questa via se il nostro piano fallisse stanotte. Non possiamo comunicare con Misty ed Elth'ar, quindi rischieremmo di intralciarci a vicenda. Scaliamo.” – disse avvicinandosi alle mura della torre con tutto l’entusiasmo di un giovane scudiero appena promosso.
Ma l’impresa si rivelò più ardua del previsto e i due si ritrovarono di fronte pietre che negli anni nessuno, neppure la pioggia, erano riusciti a scalfire. I pochi appigli che si riuscivano a sfruttare si rivelarono infide trappole dove neppure il polpastrello più allenato poteva far presa.
"Bene, andiamo." – fece il drow interrompendo l’incantesimo di comunicazione. La ladra lo seguì e insieme aggirarono la fontana.
"State attenta ad eventuali trappole o guardie nascoste. Io penserò alla magia."
Una protezione magica c'era e circondava tutta la statua, ma analizzandola scoprì che non era fatta per tenere lontani i curiosi quanto a impedire che venisse usata la magia sulla statua. Se ci avesse provato, qualcuno se ne sarebbe accorto.
Il mago spiegò rapidamente la situazione alla ladra – “Bene cosa volete fare? La mia impazienza mi porta a dire di provare ad estrarlo. La vostra?"
“Sono d'accordo. La magia potrà essere bloccata, ma potrei sempre provare a mano...”
"Andiamo a recuperare Kilian e Heuft o proviamo noi direttamente?"
“Non hai detto loro di aspettare? Speriamo solo che ti diano retta. Dai, andiamo a dare un'occhiata.” – lo esortò infine la mezzelfa, vincendo l’ultima resistenza del mago.
La statua era magnificamente modellata. Rappresentava un drago color dell'argento, brillante perfino di notte, che poggiava su un basamento di roccia nera. Nella zampa sinistra stringeva un disco perfettamente levigato. Elth’ar piegò la testa di lato osservandolo. Era un disco argentato, intarsiato e pieno di rune, perlopiù ormai illeggibili.
“Se questo sgorbio vuole il sangue di Heuft potrei irritarmi.” – brontolò spostandosi davanti all’oggetto.
“Se vuole il sangue di un drago, il mio andrà bene quanto il suo... “ – lo tranquillizzò la mezzelfa.
Elth’ar sospirò nervosamente. - "Il frammento non è quel disco, ma si trova all'interno della base." – indicò la pietra nera, dove la concentrazione di magia si era fatta più intensa. - "Cercate qualche sistema per spostare la statua. Io analizzo il disco."
Misty abbassò lo sguardo verso il basamento, cominciando poi a girarci intorno nel tentativo di capire come spostare quel pesante drago d’argento.
Il mago intanto si concentrò sul disco che aveva di fronte. Una strana idea che fosse la chiave per spostare la statua gli era balenata in mente. Guardò le rune, decisamente antiche, ma ritenne che fossero più decorative che utili, quando Misty lo chiamò piano.
“Vieni qui... c'è una fessura”
Il mago le si avvicinò, distraendosi con malinconia dallo studio del disco.
"Dove?" chiese guardando poi verso il basso.
“Qui, sembra una serratura...“
“E noi abbiamo la chiave?" – domandò il drow distrattamente prima di spalancare gli occhi.
“E’ più probabile che la chiave sia in possesso dell'Abate... soprattutto se il medaglione è custodito qui da tanto tempo... è logico che ce l'abbia lui, credo.”
Il ragionamento non faceva una piega e questo infastidì il mago. Tentare di forzarla, oltretutto, avrebbe avuto solo conseguenze nefaste.
"Lasciate stare. A quanto pare ci serve la chiave giusta. Andiamo a recuperare i nostri due compagni. Qui non possiamo fare altro.”
Misty sbuffò spazientita – “Eravamo così vicini.”
Tornarono sui loro passi e, una volta sulle mura, l’incantesimo di levitazione li condusse sani e salvi verso il basso, nello stesso momento in cui l’ennesimo tentativo di scalata di Kilian falliva miseramente. Heuft, poco lontano, si stava preparando per ritentare.
Elth’ar sospirò guardando quell'imbarazzante tentativo di scalata poi attivò la comunicazione telepatica e le loro voci furono trasportate dalla magia fino ai compagni.
“Cosa diavolo credi di fare? Scendi, ti spaccherai l'osso del collo così!” – ordinò la ladra. Poi anche la voce del drow si fece sentire. - "State fermi li. Vi prepariamo una corda. Non c'è tempo per i dettagli, ma dobbiamo fare una visita all'abate."
“Scendi Thomas.” – disse di nuovo la mezzelfa rivolta allo studioso “Ripuliamo dalle guardie e vi gettiamo una corda.”
Li guardarono risalire verso i bastione, senza possibilità di replicare.
I due trovarono un paio di guardie sedute a giocare pigramente a carte.
"Ilharess, io posso mettere fuori gioco una delle due guardie. Sei in grado di bloccare la seconda e stordirla per darmi almeno qualche secondo in più? Avremo il vantaggio della sorpresa."
“Posso provare.”
Kilian guardò Heuft scendere fino a terra . “Non mi sembra siano cambiate di molto le cose.“
“Già... del resto volare è meglio.”
“Vi è sembrata una cosa divertente?”
“no...”
“Un comportamento di una persona matura intenta a salvare il mondo dal male ancestrale che lo minaccia?”
“Affatto. Ma forse stanno ancora studiando la situazione...” – cercò di mediare Thomas, ma alla prima occhiataccia del ladro ritornò sui suoi intenti – “Ad ogni modo gettarci al corda doveva essere prioritario.”
“Scommetto due corone che ci faranno scoprire.” – aggiunse il ladro.
“Speriamo che le perdiate.”
Così i due, un po’ irritati, ripresero a fissare la torre , mentre sui bastioni si annunciava battaglia.
"Io sono pronto. Cerca di bloccarla." sussurrò il mago, preparandosi. Iniziò a pronunciare l'incantesimo. Anche se la guardia era distratta si trovò di fronte una leggera resistenza. Non se lo aspettava e dovette fare uno sforzo per superarla e la guarda rimase immobile dove si trovava. Solo gli occhi leggermente più spalancati rivelavano una certa sorpresa, prima che il suo tempo di fermasse.
Nel frattempo Misty era scivolata alle spalle dell’altro soldato con la Lama del Vento stretta saldamente in pugno. Il colpo fu veloce e silenzioso e andò a segno, provocando un grugnito di dolore da parte del monaco, che si voltò subitaneamente, cercando di capire cosa l'avesse colpito.
Elth’ar si rese conto che mancavano pochi instanti prima che il monaco sanguinante reagisse e pronunciò nuovamente l'incantesimo per ostacolarne i movimenti, ma questa volta la forza di volontà del soldato fu più forte della sua magia.
I due intrusi riapparvero davanti alle guardie che li guardarono sgomenti. Le difese del loro monastero erano state violate. Lanciarono prontamente l’allarme, preparandosi a combattere.
Misty ed Elth’ar si cercarono reciprocamente. Attorno a loro l’allarme si propagava da un monaco all’altro, raggiungendo in pochi attimi ogni angolo del monastero, compreso quello in ombra, dove due uomini attendevano inutilmente una mano per salire.
La mezzelfa fu colta al volto da un pugno e finì duramente contro il muro. Un secondo colpo la colse all’addome.
Dal piano di sotto giungevano i rumori degli altri monaci che si dirigevano verso la fonte dei rumori. La Lama del Vento si alzò di nuovo, guidata dalla sua furiosa e dolorante padrona.
Un sottile raggio verde scaturì dalla mano del mago e colpì il monaco che gli dava le spalle- La sua schiena fu attraversata dal lampo e la guardia cadde al suolo.
Il volto del drow si trasformò in una maschera di stizza nel vedere l’avversario urlare e stringersi il busto con le braccia invece di dissolversi in polvere. Davanti ai suoi occhi bianchi, la ferita iniziò a rimarginarsi.
Con un grido di rabbia, tanto ormai erano stati scoperti, la ladra sollevò di nuovo la propria spada. Compì un arco preciso, che andò a tagliare un braccio del malcapitato, facendolo saltare via in uno spruzzo di sangue. Il monaco cadde a terra e la ladra, spietatamente, infierì, conficcandogli la spada nella schiena e lasciandolo finalmente immobile. Il bianco delle carte da gioco in mano alla guardia bloccata si macchiò di liquido cremisi quando il drow gli infilò la lama della spada all'altezza del cuore.
“Andiamocene, presto.” – sibilò nervosamente la mezzelfa.
"Presto, una corda." – le fece invece il mago. - "Colpisci qualsiasi cosa che osi spuntare dalle scale." -
“Sei impazzito? Non possiamo farcela in quattro contro tutto il monastero!”
Elth’ar sospirò rimanendo a guardare gli ematomi che coprivano il corpo della ladra.
"Bene. Andiamo allora." – le si avvicinò e prendendola per la vita saltò nel vuoto, iniziando una lenta discesa. Raggiunti i compagni scapparono via, con la coda fra le gambe. Di certo, quando i Maestri li avevano avvisati che in quel monastero vi erano i più potenti combattenti del regno, non avevano esagerato. Si ritirarono nel bosco, per leccarsi le ferite e formulare un nuovo piano di azione alla luce dei nuovi eventi. Ma si erano giocati il fattore sorpresa e la loro missione sembrava più impossibile che mai.
[Continua]
[00:22] <[Kilian]> Siete due idioti.
[00:22] <Misty> senti chi parla, scalatore dei miei stivali.
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